ME Milan Il Duca ospita la “prima” italiana di Sónar+D

Il ricco programma di eventi internazionali Sónar+D, dedicato a scienza, tecnologia, arte e musica, ha fatto la sua prima tappa in Italia, il 16 maggio, a ME Milan Il Duca inserendosi nell’iniziativa culturale di ME by Meliá The Culture Collective.

Grazie alla già attiva partnership tra il brand di hotel di lusso e lifestyle ME by Meliá e Sónar+D, quest’anno l’hotel 5 stelle lusso nel cuore di Milano ha potuto ospitare, in esclusiva, un incontro che ha esplorato il design esperienziale come lingua del nostro tempo applicata a differenti campi non solo artistici in vista dell’appuntamento finale proprio al Sónar+D a Barcellona (17-20 luglio).

Un dibattito stimolante tra José Luis de Vicente, curatore di Sónar+D, Marco Ferrari, co-fondatore dell’agenzia di ricerca e design Studio Folder, e Marco Mancuso, ideatore della influente piattaforma online Digicult. Un momento di racconto e confronto, con importanti riferimenti anche a personalità presenti alla Biennale di Venezia, in cui gli ospiti hanno indagato il futuro della creatività tra musica, tecnologia, cultura digitale.

José Luis de Vicente ha introdotto gli argomenti e presentato con entusiasmo questa edizione di Sónar+D, ritenuta tra le più energiche: quest’anno il dibattito si è focalizzato sull’intelligenza artificiale, virtual reality e ambienti immersivi, dimostrando come quando un progetto culturale di valore incontra l’attenzione delle aziende e delle attività commerciali, può crescere ogni anno di più.
Tanti i progetti di cui si è discusso come, ad esempio: le nuove tecnologie che generano un diverso modo di concepire la performance musicale, le forme di espressione in cui dialogano creazione, produzione, marketing.
Sempre più attenzione per la realtà virtuale che rappresenta senza dubbio la rivoluzione del futuro, che porterà all’abbandono totale dello schermo, anche se richiederà tempi congrui per entrare nella nostra vita, considerato che assorbe la vita stessa in modo totale.

Un discorso ripreso e arricchito da Marco Mancuso di Digicult che ha elaborato ed osservato l‘impatto delle tecnologie e della scienza sull’arte, il design e la cultura contemporanea.

Marco Ferrari di Studio Folder, ha quindi introdotto la propria installazione “Del colore dell’aria”, presentata in occasione di “Leonardo da Vinci. Disegnare il futuro”. Il progetto, con proiezione a tre canali e modello in rilievo, visualizza le fluttuazioni atmosferiche di una giornata di 500 anni fa, portandoci ai piedi del Monte Rosa o “Mon Boso”, come lo chiama Leonardo nelle sue note sul “colore di l’aria”. Seguendo la sua ascesa alle cime della montagna, le osservazioni di Leonardo possono essere considerate tra i primi studi sui fenomeni fondamentali come la rifrazione atmosferica e gli effetti della densità dell’aria sul riflesso della luce. Le sue parole ci incitano a mantenere uno sguardo curioso verso una natura in continua evoluzione, che è destinata a evolversi e mutare radicalmente nell’era del riscaldamento globale (Presso i Musei Reali di Torino).

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